L’aggressione a Trescore Balneario scuote l’Italia: uno studente di 13 anni accoltella una professoressa fuori scuola e solleva dubbi feroci sulla nostra sicurezza quotidiana. Ecco la verità su cosa rischiamo ogni giorno.
A volte mi chiedo se la sicurezza sia solo una favola che ci raccontiamo per dormire la notte. Oggi, mentre leggevo i dettagli dell’aggressione a Trescore Balneare, in provincia di Bergamo. Qui uno studente ha accoltellato una professoressa fuori scuola. E ho sentito un freddo dentro che il caffè non è riuscito a scaldare, specie dopo avere appreso che l’autore di questo gesto inconsulto ha appena 13 anni.
Sapete cosa penso? Che abbiamo fallito come società se un ragazzino invece di un evidenziatore giallo fluo (quelli che ti sporcano sempre le dita…) decide di portarsi dietro una lama. L’incolumità è diventata un terno al lotto proprio a Bergamo, nel posto che dovrebbe essere un tempio della cultura.
La prevenzione? Spesso è solo una parola vuota usata nei convegni noiosi. La verità (e qui sarò impopolare, ma pazienza…) è che siamo diventati troppo permissivi, troppo distratti. Mi è capitato di trovarmi fuori scuola l’altro giorno e vedere un gruppo di ragazzi urlare in faccia a un bidello per una sigaretta. Nessuno ha mosso un dito. Se non riprendiamo il controllo del rispetto, non lamentiamoci se poi lo studente accoltella la professoressa. La sicurezza personale non è un optional, è un diritto che stiamo svendendo per quieto vivere.
Quello che è successo a Bergamo poche ore fa mi fa ribollire il sangue. Una professoressa, una donna che probabilmente stava pensando a cosa cucinare per cena o alla verifica di latino da correggere, è stata assalita. E non è successo in un quartiere malfamato alle tre di notte, ma fuori scuola, sotto la luce del sole. Le immagini dell’aggressione sono un pugno allo stomaco: vedere quel marciapiede dove di solito si ride e si scherza trasformato in una macchia di sangue… fa schifo.
Non c’è un termine più “giornalistico”, fa solo schifo. Uno studente che alza le mani (e non solo) su chi gli sta insegnando a vivere è il fallimento di tutti noi, nessuno escluso.
Se vi trovaste mai nel bel mezzo di un delirio simile, come l’aggressione a Bergamo, dimenticate l’eroismo da film.
L’episodio dello studente che accoltella la professoressa a Bergamo è un graffio profondo. Dobbiamo smetterla di girarci dall’altra parte. Ed anche la politica, invece del solito teatrino becero, faccia subito qualcosa di serio anziché la solita retorica sterile.
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